Il Parlamento europeo apre oggi, lunedì 27 aprile, una nuova sessione plenaria a Strasburgo con un’agenda che intreccia alcuni dei dossier più sensibili dell’attuale fase politica europea: il prossimo bilancio pluriennale dell’Unione, la crisi in Medio Oriente e le sue ricadute energetiche, lo Stato di diritto, la responsabilità della Russia per gli attacchi contro l’Ucraina, la regolazione dei mercati digitali e una serie di temi sociali, ambientali e agricoli. I lavori si svolgeranno fino a giovedì 30 aprile, con dibattiti e votazioni in plenaria e diverse riunioni di commissione parlamentare.

Durante il briefing pre-plenaria con gli eurodeputati italiani, organizzato il 24 aprile, i rappresentanti dei principali gruppi politici hanno indicato nel bilancio pluriennale 2028-2034, nella crisi in Medio Oriente, nella tutela del settore agricolo, nella legislazione europea contro la violenza sulle donne e nei dossier su Stato di diritto, Ucraina e mercati digitali alcuni dei temi centrali della settimana di Strasburgo.

La sessione si apre lunedì pomeriggio con tre dibattiti: la relazione annuale 2024 sul controllo delle attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti (BEI), l’importanza di una legislazione europea sullo stupro basata sull’assenza di consenso e il tema dell’alfabetizzazione finanziaria, collegato anche all’ascesa degli influencer finanziari nel contesto dell’Unione del risparmio e degli investimenti. Nella stessa giornata, in commissione, è previsto anche un dibattito con Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, davanti alla commissione speciale sullo scudo europeo per la democrazia.

Bilancio UE 2028-2034: il nodo delle risorse e delle nuove priorità

Uno dei passaggi più cruciali della settimana sarà martedì 28 aprile, quando l’Aula discuterà la posizione del Parlamento europeo sul prossimo bilancio dell’UE per il periodo 2028-2034.

Il tema sarà poi oggetto di voto nella stessa giornata, insieme alle linee guida del Parlamento sul bilancio UE 2027. Il dossier è centrale e ha già visto forti divisioni tra gli Stati membri al Consiglio europeo informale organizzato a Cipro dal 23 al 24 aprile, con posizioni che restano distanti sia sull’entità complessiva del bilancio sia sulle modalità di finanziamento delle nuove priorità.

Sul bilancio, Giuseppe Lupo, eurodeputato del Partito democratico (gruppo S&D), ha sottolineato che il Parlamento europeo propone di rafforzare la capacità finanziaria dell’Unione “attraverso la richiesta di innalzare il contributo degli Stati membri all’1,26% del reddito nazionale”, definendolo “un miglioramento rispetto all’attuale 1,15% proposto dalla Commissione”. Secondo Lupo, questo consentirebbe di far crescere il bilancio “tenendo conto dell’inflazione nell’arco dei 7 anni a 2.014 miliardi” e di collocare la quota di rimborso del Next Generation EU, pari a circa 149 miliardi, “al di sopra dei tetti di spesa del quadro finanziario pluriennale”.

Lupo ha indicato tra le priorità anche il rafforzamento della politica agricola comune, della politica comune della pesca, dei fondi di coesione, del Fondo sociale europeo, della competitività e dell’azione esterna dell’Unione. “Chiediamo 25 miliardi di euro di aiuti umanitari”, ha affermato, aggiungendo che, nella fase negoziale con il Consiglio, gli Stati membri dovranno rendersi conto che “le nuove priorità dell’Unione europea richiedono nuove entrate”.

Di segno diverso la valutazione di Paolo Borchia, eurodeputato della Lega (gruppo Patrioti per l’Europa), che ha invitato a non limitare il confronto alla richiesta di un bilancio più ambizioso. “Sono tanti anni che sentiamo parlare della necessità di un bilancio più ambizioso”, ha osservato, riconoscendo che i mutamenti geopolitici e le nuove complessità richiedono finanziamenti aggiuntivi. Tuttavia, ha aggiunto, “la coperta è quella” e in questa fase “va fatto un ragionamento” sulla “razionalizzazione delle spese”, perché “ci sono tanti capitoli sui quali spendiamo troppo” e “si potrebbe risparmiare”.

Borchia ha inoltre ricordato che l’Italia è “storicamente un contributore netto al bilancio dell’Unione europea” e che “tutti gli aumenti di bilancio implicano che il nostro Paese debba versare di più”. Per questo, ha sostenuto, serve “un approccio molto realistico”, anche alla luce della crisi demografica e della pressione crescente sulla spesa sociosanitaria nazionale.

Carlo Fidanza, eurodeputato di Fratelli d’Italia (gruppo ECR), ha invece riconosciuto nella proposta di risoluzione sul bilancio alcuni elementi positivi, in particolare “la necessità di mantenere una forte politica della coesione e una forte politica agricola”, che a suo giudizio erano state “fortemente penalizzate” nella proposta della Commissione europea. Fidanza ha anche sostenuto “un approccio più flessibile e graduale al tema del rimborso del Next Generation EU”, affermando che l’Unione può “ragionare di una spalmatura su più anni di questo rimborso senza andare a gravare eccessivamente su questo quadro finanziario 2028-2034”.

Resta però, secondo Fidanza, il nodo delle risorse proprie. “Le risorse proprie, cioè la possibilità di avere un sistema di tassazione delle voci di entrata specificamente europee, si sono trasformate in molte occasioni purtroppo in nuove tasse europee che gravano sui cittadini e sulle imprese europee”, ha affermato. “Non vogliamo aggiungere tasse europee mascherate alle tasse nazionali che già sono alte”, ha aggiunto, pur indicando come possibili ambiti da esplorare la tassazione europea sugli investimenti in criptovalute o sulle scommesse online.

Da parte sua Leoluca Orlando, eurodeputato di Alleanza Verdi e Sinistra (gruppo Verdi/ALE), ha insistito sulla dimensione insufficiente del bilancio europeo. “Noi abbiamo in questo momento un bilancio dell’Unione europea che è appena l’1% del PIL complessivo dell’Unione europea”, ha affermato, definendola “una cifra modestissima” e “ben lontana” dal realizzare una maggiore integrazione europea. Secondo Orlando, “se non si aumenta questa percentuale di PIL come bilancio dell’Unione europea”, l’UE resterà “più portata a fare proclami che ad intervenire concretamente”.

Preferenze commerciali, violenza sulle donne e Stato di diritto: i dossier al voto

Martedì sarà anche il giorno del voto sulla procedura d’urgenza relativa all’adesione dell’UE alla convenzione che istituisce una Commissione internazionale per i risarcimenti all’Ucraina. Se approvata, la votazione sul contenuto si terrà giovedì. Nella stessa fascia di votazioni sono previsti il voto finale sulla riforma del Sistema di preferenze generalizzate, che elimina o riduce i dazi su alcune importazioni provenienti da Paesi vulnerabili, il voto finale sulle nuove norme europee in materia di salute e tracciabilità di cani e gatti, la relazione annuale sulla BEI e la risoluzione sulla legislazione contro lo stupro basata sull’assenza di consenso.

Proprio sul Sistema di preferenze generalizzate, Borchia ha parlato di un voto “molto importante” e “strategico” per l’Italia, in particolare per il comparto del riso. Secondo l’eurodeputato leghista, la delegazione Lega ha chiesto “un miglioramento nell’attivazione di queste salvaguardie proprio a tutela delle nostre produzioni”, perché alcuni prodotti “possono essere messi in difficoltà” se gli accordi non prevedono sistemi di tutela adeguati nei confronti di economie con “costi di produzione e oneri molto bassi, specialmente a livello normativo rispetto all’Europa”.

Anche Fidanza ha insistito sullo stesso dossier, spiegando che Fratelli d’Italia ha presentato emendamenti “per salvaguardare il settore del riso e fare in modo che le clausole di salvaguardia siano efficaci”. Secondo l’eurodeputato di ECR, “oggi è stata fissata una soglia che è troppo alta e rende praticamente vana e mai applicabile la clausola di salvaguardia”. Per questo, ha aggiunto, quella in plenaria è “l’ultima occasione possibile per correggere questo squilibrio”.

Nel pomeriggio di martedì, l’Aula affronterà le procedure di discarico 2024 per la Commissione e le altre istituzioni europee, cioè il controllo politico sull’esecuzione del bilancio dell’UE. Sono inoltre previsti un dibattito sull’applicazione del regolamento sui mercati digitali, il Digital Markets Act, e una discussione sulla situazione dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto nell’Unione nel 2024 e nel 2025. La giornata si chiuderà con il tema della responsabilità per gli attacchi russi e della giustizia per l’Ucraina.

Un altro tema centrale sarà la violenza contro le donne. Valentina Palmisano, eurodeputata del Movimento 5 Stelle (gruppo The Left), ha richiamato il voto sulla risoluzione che chiede una legislazione europea in materia di stupro fondata sull’assenza di consenso. “Martedì voteremo un testo che dice una cosa quasi banale, molto semplice, ovvero che se non c’è consenso è stupro”, ha affermato. “Questa definizione, che per alcuni può sembrare banale, è importantissima ed è importante che debba entrare nel nostro ordinamento penale per combattere nel modo più efficace la violenza sulle donne”.

Palmisano ha aggiunto che il Movimento 5 Stelle voterà a favore del testo, che “prevede una definizione di stupro basata sull’assenza di consenso” e chiede anche “di inserire la violenza di genere come nuovo reato europeo”. La risoluzione, ha spiegato, propone inoltre “nuove misure per garantire alle donne che sono vittime di stupro il pieno accesso ai servizi medici, compreso l’aborto”.

Medio Oriente, energia e agricoltura: il fronte geopolitico della plenaria

Mercoledì 29 aprile il focus si sposterà sulla dimensione geopolitica ed energetica. La plenaria discuterà la strategia dell’UE per il Medio Oriente, la sicurezza energetica e la disponibilità di fertilizzanti. Il dibattito arriva in un contesto in cui la crisi regionale continua a condizionare i mercati energetici, le catene di approvvigionamento e la sicurezza marittima, con ricadute dirette anche sulle priorità industriali e agricole europee.

Sul punto, Borchia ha auspicato che il dibattito sulla crisi in Medio Oriente “cerchi di andare sul punto”, perché “le difficoltà da parte dell’Unione ad essere incisiva sul tema della politica estera ormai sono note”. Per l’eurodeputato leghista, oltre alle prese di posizione dei singoli gruppi politici, sarebbe necessario portare “sul tavolo anche qualche soluzione concreta che possa dare una mano a chi sta negoziando”.

Orlando ha invece criticato l’impostazione dell’agenda, ritenendo insufficiente discutere solo delle conseguenze economiche della crisi. “È un poco grottesco pensare che all’ordine del giorno non sia stato possibile inserire gli aspetti politici di politica internazionale che stanno dietro questa crisi economica”, ha affermato. Secondo l’eurodeputato di AVS, il Parlamento europeo dovrebbe “trattare dei temi politici e non soltanto discutere delle conseguenze economiche” della guerra, che sta “destabilizzando interamente il Medio Oriente”.

Sempre in relazione alla crisi mediorientale, Fidanza ha sottolineato l’importanza dell’inserimento del tema dei fertilizzanti nel dibattito. “Abbiamo un aumento dei costi e una carenza di fornitura di fertilizzanti”, ha affermato, aggiungendo che “senza fertilizzanti non c’è cibo e senza cibo ovviamente c’è una crisi ancora più profonda”. Per questo, secondo Fidanza, occorre “andare con più forza e più coraggio” verso strumenti che possano garantire approvvigionamenti anche da altri mercati.

Sempre mercoledì sono previste votazioni su diversi dossier politicamente sensibili: la revisione dell’Atto elettorale europeo, con l’introduzione della possibilità del voto per delega per le eurodeputate in gravidanza e maternità; le procedure di discarico 2024; le modifiche alla riserva stabilizzatrice del mercato per edifici e trasporti, collegata all’ETS2; la risoluzione sulla situazione dei diritti fondamentali nell’UE nel 2024 e 2025; la risoluzione sullo Stato di diritto nell’UE nel 2025; e una risoluzione sulla protezione delle imprese e dei posti di lavoro europei dalla concorrenza straniera sleale.

Nel prosieguo della giornata, il Parlamento discuterà anche di cyberbullismo e molestie online, con l’obiettivo di contrastarli attraverso il diritto penale, e della lotta all’antisemitismo in Europa dopo i recenti attacchi in Olanda e Belgio. In agenda figurano inoltre il rischio di normalizzazione dei rapporti con la Russia, inclusa la sua partecipazione a grandi eventi culturali e sportivi, la situazione in Libano, la crisi umanitaria in Sudan a tre anni dall’inizio del conflitto e i casi di violazione dei diritti umani ad Haiti, in Cina e in Venezuela.

Giovedì 30 aprile, l’Aula affronterà due temi legati alla dimensione agricola e territoriale dell’Unione: il futuro sostenibile del settore zootecnico europeo, con riferimento alla sicurezza alimentare, alla resilienza degli agricoltori e alle malattie animali, e l’imprenditorialità femminile nelle zone rurali, insulari e nelle regioni ultraperiferiche. Fidanza ha richiamato in particolare il rapporto di iniziativa sul futuro dell’allevamento sostenibile in Europa, “un tema che è stato tabù in questi anni”, perché “si è creata una dicotomia ideologica tra allevamento estensivo e intensivo”. Secondo l’eurodeputato, sul testo è stata trovata “un’ampia maggioranza” e il rapporto potrebbe fare da base alla futura strategia europea sul settore zootecnico.

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